lunedì, marzo 19, 2007

Eroi nel nostro piccolo.



Non posso non spendere qualche riga per uno sport che personalmente e' stata una ragione di vita.
Proprio perchè, particolarmente in questo periodo, la nazionale di rugby mi sta dando veramente grandi emozioni e non solo.

Come nazionale e anche a livello di club siamo sempre rimasti nel medio/basso livello, fino a quando con l'avvento del semi professionismo a meta' degli anni 90 i giocatori si sono specializzati e affinati sempre di più ed è emerso un movimento con una enorme voglia di crescere.

Di certo la cultura nazionale non aiuta, nei paesi anglosassoni e nell'emisfero sud il rugby si comincia a giocare da piccolissimi e la passione è sicuramente maggiore. Arriveremo anche noi.

Di certo questo sport e' sinonimo di rispetto fratellanza e unione e se vorremmo crederci un po di più tutti sono certo che potremmo essere veramente riconoscenti alla palla ovale come modello di vita.

Grazie ragazzi.

venerdì, marzo 16, 2007

Cento anni fa nasceva Nicolò Carosio


A pochi giorni dall'emissione del francobollo (nella foto) che ricorda l'evento, Paolo ricorda che il padre ''è stato dimenticato da tutti. Persino al suo funerale non mi ricordo della presenza di colleghi o personalità di spicco. Se non sbaglio è intervenuto solo il sindaco di Milano''.

''Contro papà c'è sempre stata una sorta di congiura del silenzio - prosegue - Probabilmente era una persona che dava fastidio. Forse per troppo tempo ha impedito agli altri di crescere. Nessuno lo chiamava, ma a lui importava solo della gente, che non ho ha mai dimenticato''.

Il radiocronista dei primi successi azzurri ai mondiali del '34 e del '38, è stato ricordato giovedi' scorso dell'emissione del francobollo da parte delle Poste del valore di 65 centesimi che raffigura Carosio con un microfono d'epoca sullo sfondo di un campo di calcio. ''E' una grande rivalsa - commenta ancora il figlio - dopo anni di silenzio. Non capita a molti di finire su un francobollo. Neanche a chi pensa di essere un grande''.