
A pochi giorni dall'emissione del francobollo (nella foto) che ricorda l'evento, Paolo ricorda che il padre ''è stato dimenticato da tutti. Persino al suo funerale non mi ricordo della presenza di colleghi o personalità di spicco. Se non sbaglio è intervenuto solo il sindaco di Milano''.
''Contro papà c'è sempre stata una sorta di congiura del silenzio - prosegue - Probabilmente era una persona che dava fastidio. Forse per troppo tempo ha impedito agli altri di crescere. Nessuno lo chiamava, ma a lui importava solo della gente, che non ho ha mai dimenticato''.
Il radiocronista dei primi successi azzurri ai mondiali del '34 e del '38, è stato ricordato giovedi' scorso dell'emissione del francobollo da parte delle Poste del valore di 65 centesimi che raffigura Carosio con un microfono d'epoca sullo sfondo di un campo di calcio. ''E' una grande rivalsa - commenta ancora il figlio - dopo anni di silenzio. Non capita a molti di finire su un francobollo. Neanche a chi pensa di essere un grande''.
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