Per la serie provati per voi, mi sono cimentato in questi giorni con Call of Duty 3. Non so sinceramente dove potremo arrivare ancora, visto che la cura dei dettagli e la precisione nel disegnare l'ambiente circostante ha veramente dell'incredibile. Anche il sonoro rispetto a Call of Duty 2 mi sembra molto migliorato. Da far presente che le missioni anche al livello easy sono particolarmente impegnative (ti sparano addosso da ogni dove...) ma non impossibili. Vedremo strada facendo.
mercoledì, novembre 29, 2006
lunedì, novembre 27, 2006
Nuove forme di pubblicita'.
Per la serie provati per voi, mi sono cimentato nel discusso gioco di "bullismo" Canis Canem Edit nato in America come Bully e inevitabilmente arrivato in Europa portandosi dietro una grossa scia di polemiche.
Il gioco e' sostanzialmente molto divertente, diverso dal solito, accattivante e se Call of Duty e' violento 10 "bully" arriva a malapena a 2...
Certo, la vita del bullo prevede qualche scazzottata ma nella vita scolastica riprodotta nel gioco, devi pure essere promosso agli esami e aiutare talvolta i piu' deboli. Credetemi, spiegare Canis Canem Edit in due minuti e' molto difficile, vi consiglio di provarlo e di passare qualche ora spensierata.
In finale l'abbondanza di critiche negative che si porta dietro il gioco non e' altro (come in molti casi) che una spinta pubblicitaria negativa che si trasforma positivamente aumentando le vendite.
Il gioco e' sostanzialmente molto divertente, diverso dal solito, accattivante e se Call of Duty e' violento 10 "bully" arriva a malapena a 2...
Certo, la vita del bullo prevede qualche scazzottata ma nella vita scolastica riprodotta nel gioco, devi pure essere promosso agli esami e aiutare talvolta i piu' deboli. Credetemi, spiegare Canis Canem Edit in due minuti e' molto difficile, vi consiglio di provarlo e di passare qualche ora spensierata.
In finale l'abbondanza di critiche negative che si porta dietro il gioco non e' altro (come in molti casi) che una spinta pubblicitaria negativa che si trasforma positivamente aumentando le vendite.
mercoledì, novembre 22, 2006
Il mio primo concerto seduto
Venerdi' 17 Novembre, ingresso pricipale del palazzetto dello sport di Saclie ore 18.30 (2 ore e mezzo circa prima dell'inizio del concerto di Piero Pelù) io e altri 15 circa infreddoliti ragazzi non crediamo ai nostri occhi nel vedere un cosi' poco afflusso di gente quando solitamente si fatica a trovare i biglietti e le code sono interminabili. Passano le mezzore senza grossi cambiamenti, alle 19.30 circa entrano i ragazzi del fun club per ascoltare la prove del gruppo, chiedo di potermi intrufolare anch'io visto le poche persone ma mi viene spiegato che ci potrebbero essere problemi di siae. Mah...
Entriamo alle 20.15 circa, e la prima impressione e di quelle che farebbe infreddolire anche il più caloroso dei fans. Le tribune, dove mi ero appostato per non andare in mezzo alla calca, sono assurdamente distaccate dal bordo del campo e quindi del palco, e stranamente rialzate.
Mangio il mio panino bevo un po' e alle 21.40 circa inizia il concerto.
Che dire di Pelù, carico come al solito, grinta da vendere (io mi sarei scazzato dopo 2 secondi vedendo i 4 gatti che eravamo...) mi sembra di capire che crede molto in questi nuovi pezzi dell'ultimo album. Ho seguito il concerto da seduto visto che alzarmi in piedi con tutta la gente al loro piosto dietro, voleva dire coprire una buona visuale del palco; ma come si fa a stare seduti durante un concerto rock? Continuo ancora adesso a chiedermelo e non ci voglio credere.
La nuova band non mi piace, in due parole chitarrista e bassista con bruttissimi suoni e arrangiamenti assurdi, batterista con un ottimo "tiro" ma poco fine la sua presenza sul palco.
Sara' stato venerdi' 17 sara' stata la poca, pochissima pubblicita' (a Padova il giorno dopo c'era il tutto esaurito) ma mi sono un po rattristito nel vedere un animale da palcoscenico venire bastonato da un contorno non degno della sua enorme professionalità. Grande Piero.
Entriamo alle 20.15 circa, e la prima impressione e di quelle che farebbe infreddolire anche il più caloroso dei fans. Le tribune, dove mi ero appostato per non andare in mezzo alla calca, sono assurdamente distaccate dal bordo del campo e quindi del palco, e stranamente rialzate.
Mangio il mio panino bevo un po' e alle 21.40 circa inizia il concerto.
Che dire di Pelù, carico come al solito, grinta da vendere (io mi sarei scazzato dopo 2 secondi vedendo i 4 gatti che eravamo...) mi sembra di capire che crede molto in questi nuovi pezzi dell'ultimo album. Ho seguito il concerto da seduto visto che alzarmi in piedi con tutta la gente al loro piosto dietro, voleva dire coprire una buona visuale del palco; ma come si fa a stare seduti durante un concerto rock? Continuo ancora adesso a chiedermelo e non ci voglio credere.
La nuova band non mi piace, in due parole chitarrista e bassista con bruttissimi suoni e arrangiamenti assurdi, batterista con un ottimo "tiro" ma poco fine la sua presenza sul palco.
Sara' stato venerdi' 17 sara' stata la poca, pochissima pubblicita' (a Padova il giorno dopo c'era il tutto esaurito) ma mi sono un po rattristito nel vedere un animale da palcoscenico venire bastonato da un contorno non degno della sua enorme professionalità. Grande Piero.
domenica, novembre 19, 2006
Che numeri!
Parlando di musica non puo' che saltare all'occhio questa notizia apparsa anche in italia ma che arriva direttamente dalla Gran Bretagna dove è il Greatest Hits dei Queen l'album più venduto di sempre. E' un'agenzia locale che da la notizia in questi giorni. Non c'è tanto da meravigliarsi se la band di Freddie Mercury supera tutti: l'album che si apre con Bohemian Rapsody e si chiude, profeticamente, con We are the Champions, uscito nel 1981, totalizza 5 milioni, 407 mila e 587 copie vendute, grazie alle sue innumerevoli perle, da "Another one bites the dust" a "Bicycle race", da "Killer Queen" a "We will rock you". Musica per sempre.
venerdì, novembre 10, 2006
La lunga strada verso Marsiglia
E' durata circa 3 ore di un giovedi' qualunque il mio tentativo di acquistare un biglietto per i mondiali di rugby in Francia (sett/ott 2007), tre ore di passione davanti al pc sperando che messaggi del tipo "server unavailable" oppure "too many connection" si togliessero dallo schermo al più presto. Una ressa incredibile che sinceramente non mi aspettavo di vedere per un avvenimento rugbistico. Alla fine tutto e' andato per il meglio e un anno di attesa circa ora mi divide da uno degli eventi sportivi più belli a cui assisterò dal vivo.
Pazienza, ci vuole pazienza...
Pazienza, ci vuole pazienza...
mercoledì, novembre 08, 2006
Pes 6
E' finalmente uscito due venerdì fa Pro Evolution Soccer 6 l'ultimo capitolo della saga calcistica che ha sbaragliato la concorrenza ea sport (fifa). E tanto per cambiare non ha deluso le attese dei tanti pesdipendenti come me.
Il gioco sotto la veste grafica si presenta molto simile al precedente (uguale a we10 per chi segue le versioni giapponesi), e con impostazioni (master league, campionato, editing ecc..) che si differenziano dal pes5 per le sole domande iniziali di difficolta',originalita' dei giocatori e frequenza di mercato trasferimenti.
Quello che mi premeva sottolineare in questo post era la differenza di giocabilità tra Pro Evolution Soccer 6 rispetto al pes5 che si sente sin dalle prime battute. E' a mio modo impressionate la precisione in cui e' stato curato il controllo di palla nello stretto, mi riferisco a stop, colpo di testa, controllo e dribbling; mentre prima anche con Zidane un passaggio stoppato poteva finirti a 5 metri dal piede del giocatore ora non più. Passare indenne un contrasto con una finta o un dribbling non è impresa impossibile anche senza scatto, ora si può far rimanere il proprio avversario sul posto con un semplice cambio di direzione. Altri pregi spero di scoprirli strada facendo.
I primi difetti che si possono riscontrare in Pro Evolution Soccer 6 sono la pesantezza secondo me eccessiva del pallone (sembra pesi 15kg), quindi qualche volta il pallone tarda ad arrivare (passi al tuo compagno palla e uomo). La konami non riesce ad accapparrarsi uno dei tanti sponsor diffusi nel calcio ma un anonimo reebok che sembra un po buttato li. Aspettiamo prime pach.
In conclusione un altro passo in avanti alla ricerca del realismo più puro.
Il gioco sotto la veste grafica si presenta molto simile al precedente (uguale a we10 per chi segue le versioni giapponesi), e con impostazioni (master league, campionato, editing ecc..) che si differenziano dal pes5 per le sole domande iniziali di difficolta',originalita' dei giocatori e frequenza di mercato trasferimenti.
Quello che mi premeva sottolineare in questo post era la differenza di giocabilità tra Pro Evolution Soccer 6 rispetto al pes5 che si sente sin dalle prime battute. E' a mio modo impressionate la precisione in cui e' stato curato il controllo di palla nello stretto, mi riferisco a stop, colpo di testa, controllo e dribbling; mentre prima anche con Zidane un passaggio stoppato poteva finirti a 5 metri dal piede del giocatore ora non più. Passare indenne un contrasto con una finta o un dribbling non è impresa impossibile anche senza scatto, ora si può far rimanere il proprio avversario sul posto con un semplice cambio di direzione. Altri pregi spero di scoprirli strada facendo.
I primi difetti che si possono riscontrare in Pro Evolution Soccer 6 sono la pesantezza secondo me eccessiva del pallone (sembra pesi 15kg), quindi qualche volta il pallone tarda ad arrivare (passi al tuo compagno palla e uomo). La konami non riesce ad accapparrarsi uno dei tanti sponsor diffusi nel calcio ma un anonimo reebok che sembra un po buttato li. Aspettiamo prime pach.
In conclusione un altro passo in avanti alla ricerca del realismo più puro.
martedì, novembre 07, 2006
Nello spazio
Questo vorrebbe essere l'articolo introduttivo di questo mio spazio che sara' sopratutto a vostra disposizione per chi vorra'.
Spero di parlare di tutto cio' che non e' il solito movimento quotidiano ma altresi di quello che viviamo in maniera del tutto originale e ognuno con le proprie emozioni.
Saranno le passioni mie ad animare questo blog, sperando possa aggiornarlo il piu' frequentemente possibile.
Due minuti per leggere, pensare e commentare.
Due minuti.
Spero di parlare di tutto cio' che non e' il solito movimento quotidiano ma altresi di quello che viviamo in maniera del tutto originale e ognuno con le proprie emozioni.
Saranno le passioni mie ad animare questo blog, sperando possa aggiornarlo il piu' frequentemente possibile.
Due minuti per leggere, pensare e commentare.
Due minuti.
venerdì, novembre 03, 2006
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